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mercoledì 8 aprile 2015

Che facciamo noi qui


Senza più appartenenza e condiivisione


L'esperienza della parola originaria, esperienza cifrematica, clinica, cifratica non è autoreferenziale. 
Esige la testimonianza non gergale, per cui altri si accorge di un altro modo di parlare e di fare. 
La lingua della parola non è volgare. Ciascuno, come statuto intellettuale, parla un'altra lingua, che non segue il canone della mediocrità o della normalità. E l'intendere avviene nella lingua della proprietà intellettuale, secondo le proprietà della parola e la sua logica, non secondo i convincimenti del discorso comune, che è fantasma di padronanza.
"Non c'è più categoria comune"! Questo è il teorema che indica il viaggio in corso verso la valorizzazione.

venerdì 28 novembre 2014

BENESSERE O SALUTE?


La mitologia del benessere si sostiene su una mentalità in cui nella vita intesa come spazialità ideale ontologica ci sarebbe un possibile stato di bene in cui si tratterebbe di misurarsi continuamente per stabilire il tipo di rapporto con l’ambiente, con la società, con il proprio corpo, con se stessi, con gli altri, con gli animali, con il cibo, con i cattivi pensieri, con il sonno, con il sesso, con la fiducia in se stessi e negli altri, con il riso, con la malinconia, con la felicità, con gli amici, con i nemici, con i colleghi, con l’azienda, con il lavoro.... e quant'altro,  come se ogni cosa fosse un’entità stabilita e conosciuta e come se si potesse attuare un principio di padronanza per dirigere quel che accade nella direzione voluta o auspicata. E ogni cosa è pensata come nota nel suo rapporto con il bene presunto.
“So che questo mi fa bene”, “So che questo mi fa stare bene”
Questa mentalità è alla base del sostanzialismo e del mentalismo. 
Due modi dell'illusionismo della padronanza. 
La nozione di mente in voga in questa mentalità è prossima all’idiozia. Un’entità inerte, idiota, che si può ingannare, manipolare, per volgerla dal male al bene. 
Un fardello che ogni umano deve prodigarsi per salvare.