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giovedì 26 marzo 2015

Il pettegolezzo


“Che si dice? Che si dice? Tutto bene?” 

Ecco un'altra convenzione, posta nel saluto, per espellere la parola e con essa la madre. “Tutto bene!”. Che assurdità.

Senza la madre come indice del malinteso, il fantasma psicotico della maldicenza o della benedicenza è sempre a portata di mano. Come l’idea del malaffare. È questa la base del pettegolezzo, che procede dal parlare facile, dal  parlare attribuito al soggetto, dal parlare da soggetti, creando i personaggi del bene e del male. Il pettegolezzo inscrive in sé l’universo della giustificazione, dell’argomentazione, della dimostrazione, della spiegazione che devono riportare il discorso al fondamento noto per confortare e rinsaldare il soggetto, cioè il rappresentante della stabilità ideale che ognuno crede di dover essere, per credere di capirsi. Fra simili.

Dove c’è soggetto, la parola è espulsa, negata.  

venerdì 28 novembre 2014

BENESSERE O SALUTE?


La mitologia del benessere si sostiene su una mentalità in cui nella vita intesa come spazialità ideale ontologica ci sarebbe un possibile stato di bene in cui si tratterebbe di misurarsi continuamente per stabilire il tipo di rapporto con l’ambiente, con la società, con il proprio corpo, con se stessi, con gli altri, con gli animali, con il cibo, con i cattivi pensieri, con il sonno, con il sesso, con la fiducia in se stessi e negli altri, con il riso, con la malinconia, con la felicità, con gli amici, con i nemici, con i colleghi, con l’azienda, con il lavoro.... e quant'altro,  come se ogni cosa fosse un’entità stabilita e conosciuta e come se si potesse attuare un principio di padronanza per dirigere quel che accade nella direzione voluta o auspicata. E ogni cosa è pensata come nota nel suo rapporto con il bene presunto.
“So che questo mi fa bene”, “So che questo mi fa stare bene”
Questa mentalità è alla base del sostanzialismo e del mentalismo. 
Due modi dell'illusionismo della padronanza. 
La nozione di mente in voga in questa mentalità è prossima all’idiozia. Un’entità inerte, idiota, che si può ingannare, manipolare, per volgerla dal male al bene. 
Un fardello che ogni umano deve prodigarsi per salvare.